Il pomeriggio sarà aperto alle 14.00 dall’allestimento di un’esposizione di capi di abbigliamento in tessuto del Casentino a cura di Tessilnova e dal mercatino con produttori e artigiani del territorio, poi alle 15.00 avrà inizio una degustazione gratuita di prodotti locali con prenotazione obbligatoria. Il programma entrerà nel vivo alle 16.00 con le visite guidate al centro di documentazione dell’Ecomuseo della Castagna e della Transumanza, i laboratori sulla produzione di formaggio, le attività dedicate ai bambini con giochi della tradizione popolare e la dimostrazione di sheepdog a cura di Mattia Monacchini e dei suoi border collie che permetterà di osservare da vicino le straordinarie capacità dei cani da pastore nella conduzione e gestione delle greggi. Un ulteriore momento dedicato ai più piccoli è in programma alle 18.00 con lo spettacolo di burattini “Emanuela e il Lupo”, messo in scena dalla compagnia Nata Teatro: attraverso una fiaba originale e coinvolgente, lo spettacolo offrirà l’occasione per riflettere sul rapporto tra l’uomo, gli animali e l’ambiente. Con l’avvicinarsi del tramonto arriverà il momento più atteso della Festa della Transumanza con la Cena del Pastore delle 20.00 che proporrà un viaggio gastronomico tra i sapori della tradizione pastorale, con un ruolo da protagonista per l’acquacotta preparata secondo l’antica ricetta raggiolatta, in un intreccio di gusto, cultura e memoria collettiva. La serata proseguirà con il concerto “Musica ribelle” della P.F.G. Project Band che accompagnerà il pubblico in un viaggio nella musica italiana del novecento, rendendo omaggio ad artisti come PFM, Eugenio Finardi e Ivan Graziani. Per partecipare alla degustazione pomeridiana e alla Cena del Pastore è richiesta la prenotazione al numero 379/27.88.274. «La transumanza è Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità - ricorda Franco Franceschini, presidente della Brigata di Raggiolo, - per la ricchezza di tradizioni, valori e saperi che racchiude e che devono essere conosciuti e tramandati. La festa nasce proprio per riscoprire una pratica che ha profondamente segnato la storia e l’identità del Casentino, offrendo un percorso fatto di cultura, gastronomia, testimonianze e momenti di condivisione. Raggiolo tornerà così a raccontare il profondo legame tra comunità montane, pastorizia e territorio».