Ecomuseo della Castagna

La castagnatura
La castagnatura

L'Ecomuseo della Castagna e della Transumanza a Raggiolo

'Ecomuseo è il cuore di Raggiolo. Tradizioni e identità che parlano con oggetti e video, foto storiche e macchine animate. Qui è custodita la Mappa della Comunità, dove i raggiolatti hanno segnato i confini e le cose più importanti di Raggiolo.

L'Ecomuseo è uno scrigno della memoria che aiuta a conoscere e a rispettare Raggiolo, fornendo la chiave di lettura per visitare il paese. E' infatti fuori il vero museo. L'Ecomuseo è un luogo vivo di progettazione, uno spazio pieno di iniziative della Comunità, visitato ogni anno da migliaia di persone.

Il mulino di Morino

Il Mulino di Morino è un antico mulino ad acqua, ubicato nel torrente Barbozzaia a Raggiolo.
Fino a circa 15 anni fa funzionava regolarmente.

Grazie al tipo di macinatura, si otteneva una farina di castagne di eccelsa qualità.
In tutto il Casentino e la provincia di Arezzo i prodotti provenienti dal Mulino di Morino di Raggiolo erano stimati ed apprezzati per la superiore qualità. 

Il fabbricato è stato integralmente rispettato: non ha subito modifiche e non è stato alterato l'aspetto originale, quindi è rimasto in pietra naturale a vista e con copertura in legno con manto in lastre di pietra locale.

Il mulino di Morino
A veglia nel Seccatoio

A veglia nel Seccatoio

“ Si tornava dal bosco al tramonto, provati dalla fatica, ma con una sensazione di serenità interiore per la veglia al seccatoio. Era il momento dello stare insieme, al tepore della brace, in quella stanza buia, illuminata solo dai carboni ardenti ed animata dai racconti degli anziani. Il seccatoio era un luogo inusuale, fantastico. Si vegliava  il fuoco per mantenerlo acceso senza fiamma, in modo da far sprigionare il calore necessario per essiccare le castagne collocate sul caniccio che faceva da soffitto, sopra le nostre teste.  A Raggiolo vi erano tanti seccatoi, sia in paese che nel bosco. Accecati dalla fuliggine impregnata sui muri, generavano un’energia particolare

Dentro il seccatoio c'era un’atmosfera tiepida e magica, data dai bagliori del fuoco e dalla quiete, che avvicinava le persone. Si stava seduti al di sotto delle nuvole grigie per beneficiare del calore della brace ed evitare il denso fumo. Tutto seguiva regole antiche e precise, tramandate di generazione in generazione. Al lume di candela si leggevano libri a voce alta. Da queste veglie il sapere e la memoria collettiva passavano di generazione in generazione e rimanevano un vivo patrimonio comune.  Al termine della serata, spesso dopo una preghiera, ci si dava appuntamento all'indomani contenti e rinfrancati.  Nel freddo e nel silenzio il seccatoio ormai deserto continuava a fumare contro il cielo nero della notte”.

a veglia nel seccatoio
Ancora oggi, all'imbrunire....

Ancora oggi, all'imbrunire....

Ogni anno, durante la Festa di Castagnatura all’imbrunire prende il via la veglia al seccatoio con i racconti letti intorno al fuoco. Una esperienza insolita e di fascino: il calore, il silenzio, la penombra e la dimensione raccolta ne fanno uno dei luoghi più predisposti all'ascolto, in cui abbandonarsi alla dimensione del racconto. Sempre nel periodo autunnale molte scolaresche visitano il percorso didattico che dal Museo conduce fino al Mulino di Morino, passando dal Seccatoio.

Rivivono così momenti e luoghi di un tempo assai lontano, ma non dimenticato. E il seccatoio continua, in nuove forme, ad essere luogo memorabile e affascinante, destinato a sopravvivere nel ricordo delle generazioni future e forse a mantenere qualche forma della sua antica efficacia.

La Transumanza

Per secoli, fino ai primi anni Cinquanta del '900 la pastorizia era a Raggiolo un'attività economica fondamentale, che si svolgeva nella grande prateria del Pratomagno. L'inverno e la neve obbligavano i pastori a svernare in Maremma. La transumanza era un vero viaggio fino al mare, un'autentica avventura che occupava la maggior parte dell'anno, da settembre fino al giugno successivo. Una vita dura quella dei pastori costretti lontano da casa ad affrontare I forti disagi di una vita all'aperto.

I brani nel documento allegato sono tratti dall'intervista a Siro Donati, classe 1929, da Raggiolo: profilo linguistico di una comunità casentinese di A.Nocentini, 1998

La Transumanza
e della Transumanza a Raggiolo